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Liberamente tratti dal Sommo Poeta (Purgatorio, Canto VIII), i
versi di un anonimo impiegato che se ne va in ferie in montagna convinto di raggiungere
l'agognato ristoro; ci penseranno le sue piccole pesti a farlo ricredere!
@ autore Francesco Battistelli - 2003
| È giunta l'ora che volge il disìo a l'impiegato e intenerisce il core quando a li suoi colleghi dice: "Addio, io vado in Feria peregrin d'amore; me porterò in tal loco sì lontano tra monti rigogliosi a coglier more"; Ma poi comprenderà quanto sia vano sognar di rinfrancare il corpo e l'alma oziando a lungo senza mover mano. Al terzo dì, levando alta la palma, volgerà li occhi stanchi verso orïente, dicendo a sé: "Dov'è agognata calma se notte e dì due bocche da innocente riversan solo pianto ed aspre note che ci faran per certo uscir di mente?" Dopo tal feria stanno membra vuote e l'impiegato un anno tutto intero ritornerà al lavor lo più che puote. Non v'è chi creda che non sappia 'l vero colui che con pensier tanto sottile dica che 'l lavorar sia più leggero! |
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