La Grande Storia del Via Luino F.C.
di Francesco Battistelli - www.batsweb.org
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    La storia > 1987-88

Dal 1987 al 1988: gli anni del boom

18 aprile 1987
E' l'ultimo rigore e tocca a me. In teoria non ho molto da perdere, siamo ai consecutivi e l'ultimo avversario ha fallito il proprio tentativo. Fabio mi ha consigliato il tiro sicuro, l'angolino basso a sinistra, ma per il mio piede la palla è difficile da addomesticare. E mentre un avversario per innervosirmi dice "lo segna di sicuro", metto la palla sul dischetto e guardo il portiere: è il primo rigore che batto nella mia vita, e devo metterlo dentro perché segnare vuole dire la semifinale nel primo torneo della nostra storia! Prendo una rincorsa angolata e colpisco di interno, verso la mia sinistra, vedo la palla che prende la direzione giusta, non forte ma diretta vicino al palo senza che il portiere ci possa arrivare. Mentre la palla va ad insaccarsi in rete l'emozione che ho in gola diventa un grido coperto dall'abbraccio di una pila di amici: beh, sapevo di non potere deluderli...

Supplementare Benelli
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> Le partite dal 1987 al 1988 <

Nel 1987 comparsero le prime divise bianco-verdi, inaugurate ad aprile nel torneo del Rock’s: una prima vittoria a tavolino a causa della mancata presentazione degli avversari, una drammatica sfida vinta ai rigori contro il Loreto di Gili seguita da un netto 5-0 subito in semifinale, finché un capolavoro tattico contro il Case Bruciate nella finale per il 3° posto ci consentì di porre in bacheca la prima coppa: fu un 4-0 costruito su contenimento e contropiede, con gli avversari sempre più impotenti e sempre più innervositi, tanto da mandare un calcio di rigore in fallo laterale... E a luglio concedemmo il bis: nel torneo City Bar, dopo un girone senza infamia né lode ed una semifinale persa nettamente per 8 a 0, la finale per il terzo posto venne vinta ai rigori contro la squadra di Marco Mazzoli (giocatore in seguito approdato alle serie maggiori del calcio professionistico), che venne espulso con Gae per una collutazione pugilistica nel corso dell’incontro: il rigore finale segnato dal Tonno mentre i fari di un'automobile illuminava la porta nel buio circostante valse la seconda coppa della nostra storia! Ad agosto si giocò a San Nicola la prima delle tante sfide con i podisti rivali e amici della Dinamo Lungofoglia, i "cugini" che tante volte rinfoltiranno la rosa del Via Luino, mentre l'autunno portò con sé una doppia sfida "andata e ritorno" contro i parenti e gli amici jesini del Negri: strappato un pareggio in trasferta nel paese di Collina, il vantaggio in casa venne difeso con ardore negli ultimi minuti in un campo allagato praticabile solo grazie alla "tracimazione controllata" operata dai tecnici luinensi.

Il 1988 portò ad un'espansione dell’attività, con risultati altalenanti. Dopo la partenza del Gae per la naja ci iscrivemmo di nuovo al torneo Rock’s, ma dopo una vittoria sofferta e nervosa al primo turno fummo eliminati ai rigori da una squadra loscamente ripescata dopo essere stata precedentemente eliminata. I due tornei disputati al Carcere minorile fruttarono solo un’eliminazione al primo turno in quello invernale e un 5° posto (su 6 squadre) nella lunga ed estenuante  competizione estiva. Tra le mura del Carcere minorile giunse quella che viene ricordata come la disfatta più drammatica della storia luinense: sotto di tre reti all’intervallo e privi di sostituti, nell’afa estiva la squadra subì un tracollo psicofisico incassando ben 9 reti dagli "armadi a tre ante" della Base Nautica. Ma questo torneo consegnò anche alla storia alcuni episodi comici: il vomito in campo di un esordiente dopo il primo allungo, la comica rete subita dal "puma" Mirko al 1° secondo di gioco su rasoterra pressoché inoffensivo, il rigore in piena area retrocesso a calcio di punizione dal limite, e "dulcis in fundo" il clamoroso rigore (un avversario abbattuto nella stessa azione dai successivi interventi di quattro nostri giocatori) negato politicamente ed esplicitamente dall’arbitro poiché avrebbe favorito i concorrenti dei padroni di casa. Nel frattempo, considerando che i lavori per i mondiali di baseball stavano rendendo temporaneamente inagibile l'amato "Cibali", il "Marcantonio Bentegodi" divenne la nostra casa.

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